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Il prezzo del token dipende ormai dall’ora e il diritto di cambiare modello è appena stato venduto per 7 miliardi
Il 16 agosto alle 16 UTC, DeepSeek ha sostituito la tariffa unica con un listino orario: un milione di token di output passa da $1.98 fuori punta a $3.96 nelle ore di punta. Tre giorni prima, Google ha lanciato Gemini 3.7 Flash a metà prezzo fino al 31 dicembre e a prezzo pieno dal 1° gennaio. Stripe ha poi comprato OpenRouter, il pedaggio del 5.5% pagato proprio per conservare la libertà di cambiare modello.
Meotis Research·18 agosto 2026·10 min di lettura

Il 16 agosto 2026 alle 16 UTC, DeepSeek ha smesso di avere un prezzo unico. La società ha sostituito la tariffa uniforme con un listino orario: un milione di token di output su V4-Pro costa $1.98 fuori punta e $3.96 nelle ore di punta, contro $1.10 fissi il giorno prima. Tre giorni prima, il 13 agosto, Google aveva lanciato Gemini 3.7 Flash a $0.75/$3.75, con scadenza documentata al 31 dicembre 2026 e raddoppio dal 1° gennaio 2027. Sempre il 16 agosto, Bloomberg ha rivelato che Stripe acquista OpenRouter per oltre $7 miliardi: la piattaforma che instrada una richiesta verso uno qualsiasi di 400 modelli, trattenendo il 5.5%. Tre fatti, una settimana, una conclusione. Il 10 agosto scrivevamo che il prezzo pubblicato non era più un’unità di confronto. Ora non è più nemmeno una costante e poter scegliere fra listini vale più dei listini stessi.
Il 16 agosto alle 16 UTC, DeepSeek ha smesso di avere un prezzo unico
L’avviso risaliva al 6 agosto. Nella documentazione API, DeepSeek aveva pubblicato un messaggio senza cifre, ambito o data, invitando gli sviluppatori a «pianificare di conseguenza l’utilizzo» prima di un aumento definito «significativo». Dieci giorni dopo è arrivato il listino, diverso da tutti i precedenti.
Il principio non è più un prezzo per milione di token, ma due prezzi secondo l’ora del giorno. Le ore di punta sono 01:00-04:00 e 06:00-10:00 UTC, sette ore su ventiquattro; nel resto della giornata si applica la tariffa fuori punta, pari alla metà.
| Modello DeepSeek | Vecchia tariffa (fissa) | Fuori punta | Ore di punta |
|---|---|---|---|
| V4-Flash, input | $0.14 | $0.22 | $0.44 |
| V4-Flash, output | $0.28 | $0.66 | $1.32 |
| V4-Pro, input | $0.55 | $0.66 | $1.32 |
| V4-Pro, output | $1.10 | $1.98 | $3.96 |
I multipli vanno esplicitati, perché non sono quelli riportati nei titoli. Sull’output V4-Flash, da $0.28 a $1.32 nelle ore di punta, il fattore è 4.7. Sull’output V4-Pro è 3.6. Nemmeno fuori punta si scende: l’input V4-Flash sale del 57%, l’output del 136%, l’output V4-Pro dell’80%. La tariffa chiamata «fuori punta» è quindi superiore alla vecchia tariffa piena in ogni caso. Una rassegna stampa ha titolato un aumento «fino al 1’100%»: non riprendiamo il dato, che non abbiamo potuto collegare a una coppia di prezzi prima/dopo verificabile. I fattori sopra, invece, sono ricalcolabili riga per riga.
La ragione addotta è la capacità, ed è istruttiva. Una rilevazione terza indica che il 1° agosto V4-Flash ha elaborato 8 mila miliardi di token in un giorno, saturando il calcolo disponibile. È la dinamica classica di un bene la cui domanda al prezzo introduttivo supera la capacità produttiva: si forma una coda e il prezzo diventa il regolatore. DeepSeek non ha soltanto aumentato le tariffe: ha introdotto il meccanismo con cui reti elettriche e telecomunicazioni gestiscono da sempre i picchi di carico.
Un aspetto riguarda direttamente un’organizzazione svizzera e non compare nei commenti che abbiamo letto. Le fasce sono in tempo universale. In agosto la Svizzera è a UTC+2: la seconda fascia di punta, 06:00-10:00 UTC, corrisponde alle 08:00-12:00 svizzere, esattamente la mattina lavorativa. Avviare i processi in blocco arrivando in ufficio significa pagare la tariffa piena per tutta la fascia. Lo stesso carico avviato dopo mezzogiorno rientra nelle ore fuori punta, a metà prezzo, fino alle prime ore del mattino. Su un volume d’inferenza importante, spostare un’elaborazione di due ore non è più solo un’ottimizzazione tecnica: è una voce di budget.
Un prezzo con scadenza: Gemini 3.7 Flash
Il 13 agosto, Google ha pubblicato Gemini 3.7 Flash, solo tre settimane dopo 3.6 Flash. I miglioramenti annunciati per agenti e software sono sostanziali: FrontierCode 1.1 a 43.6% contro 34.4%, DeepSWE v1.1 a 65.3% contro 49.0%, AutomationBench a 30.4% contro 17.0%, comprensione documentale GDP.pdf a 34.0% contro 22.0% ed Elo 1588 contro 1538 su Arena.ai WebDev. Per due versioni dello stesso modello intermedio distanti tre settimane, il progresso è reale.
Il prezzo è $0.75 in input e $3.75 in output per milione di token, metà della tariffa di lancio di 3.6 Flash e molto sotto Claude Sonnet 5 ($2/$10) e GPT-5.6 Terra ($2/$12). Ma il listino porta una precisazione che un anno fa difficilmente si sarebbe trovata: tariffa introduttiva valida fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 si applica il prezzo ordinario: $1.50 e $7.50, esattamente il doppio.
L’annuncio è trasparente: scadenza e prezzo futuro sono pubblicati, nessuno può dire di non essere stato avvertito. È proprio ciò che lo rende interessante. Un’organizzazione che oggi sceglie Gemini 3.7 Flash per il costo, lo integra nei processi e costruisce il budget 2027 sul prezzo osservato in agosto sbaglia di un fattore due, non per cattivo giudizio, ma perché quel prezzo non sarà quello pagato. La decisione architetturale, intanto, sarà stata presa. E il costo per uscire da un modello integrato non si misura in dollari per milione di token.
Esiste anche il movimento inverso. Anthropic aveva proposto Claude Sonnet 5 a $2/$10 come tariffa introduttiva in scadenza il 31 agosto 2026; ora l’ha confermata come definitiva. Il punto non è quindi che i prezzi introduttivi salgano sempre: è che il prezzo pubblicato ha ormai una data di validità, parte dell’informazione tariffaria quanto l’importo.
Stripe paga 7 miliardi per un pedaggio del 5.5%
È l’operazione della settimana e chiarisce le altre due notizie. Secondo Bloomberg del 16 agosto, confermato da più testate il 17, Stripe ha completato l’acquisizione di OpenRouter per oltre $7 miliardi.
OpenRouter non addestra modelli. Gestisce un’API unica verso oltre 400 modelli di quasi tutti i fornitori, dichiara più di 8 milioni di sviluppatori e a fine maggio indicava un ritmo di circa 1.5 milioni di miliardi di token annui. I ricavi annualizzati hanno raggiunto $140 milioni nel luglio 2026, contro 50 milioni a fine 2025. Il modello economico sta in una riga: il prezzo del modello viene trasferito senza modifiche e OpenRouter trattiene il 5.5% sugli acquisti di crediti, il 5.0% nella modalità con chiave propria sopra $25’000 mensili.
Il rapporto di valutazione merita precisione. Nel maggio 2026, un finanziamento serie B da $113 milioni valutava OpenRouter $1.3 miliardi. Tre mesi dopo, il prezzo supera $7 miliardi: fattore 5.4 in un trimestre. Rispetto ai ricavi annualizzati di luglio, sono circa 50 volte i ricavi. Segnaliamo una divergenza tra fonti: diverse testate parlano di 70×, che presuppone ricavi vicini a 100 milioni anziché 140. Non abbiamo potuto risolvere la differenza, ma l’ordine di grandezza, tra cinquanta e settanta volte i ricavi, è coerente fra le fonti.
Il confronto decisivo è altrove. Stripe ha elaborato $1.9 mila miliardi di pagamenti nel 2025, trattenendone lo 0.36%. OpenRouter trattiene il 5.5%. Lo specialista dei pagamenti acquista così una commissione percentuale oltre quindici volte superiore alla propria, su un flusso circa 750 volte più piccolo. Un’analisi terza, riportata come tale e non come dato ufficiale, stima che al multiplo di ricavi di Stripe, 23.4×, giustificare $7 miliardi richieda circa $299 milioni di commissioni, ossia quasi $5.4 miliardi annui di spesa d’inferenza attraverso la piattaforma, contro circa $2.5 miliardi oggi. La scommessa è esplicita: il flusso deve quasi raddoppiare.
Non conta solo l’importo, ma la natura di ciò che viene comprato. OpenRouter non vende intelligenza: vende la possibilità di cambiare idea. Il suo valore d’uso cresce proprio mentre i prezzi dei modelli divergono, si complicano, scadono e dipendono dall’ora. Le tre notizie descrivono lo stesso oggetto da due angolazioni: listini troppo mutevoli da seguire manualmente e valutazione da $7 miliardi dell’intermediario che li segue per voi. Scegliere tra modelli è diventato un attivo più redditizio dei modelli stessi. E ha appena cambiato proprietario.
Ciò che non ha affatto un prezzo
Due annunci della stessa settimana completano il quadro: non tutto ciò che impegna un budget compare in una pagina tariffaria.
Il 13 agosto, OpenAI ha aperto in anteprima Ultrafast, modalità di esecuzione di GPT-5.6 Sol basata sui processori Cerebras wafer-scale, annunciata a circa 750 token al secondo, quattordici volte il flusso ordinario, misurato intorno a 53 token al secondo. Per voce in tempo reale, ricerca finanziaria interattiva o risposta agli incidenti, il divario cambia ciò che è fattibile. Ma l’annuncio si ferma lì: nessun prezzo pubblicato, data di disponibilità generale o identificatore del modello, accesso su lista d’attesa. Sol resta indicato a $5/$30. Una capacità dal prezzo ignoto non è un’opzione d’acquisto, è un’intenzione.
L’11 agosto, Anthropic ha annunciato la filigranatura degli output testuali di Claude, in risposta all’articolo 50 del Regolamento europeo sull’IA, applicabile dal 2 agosto 2026. La marcatura orienta lievemente le scelte lessicali del modello: è rilevabile su un volume sufficiente e resiste al copia-incolla; i file ricevono inoltre metadati di provenienza firmati secondo lo standard aperto C2PA. La misura è mondiale e riguarda app pubblica, API, Claude Code, Cowork e accessi tramite AWS, Google Cloud e Microsoft Foundry. Non sono annunciati effetti su qualità, velocità o prezzo. È proprio il punto: un vincolo di conformità cambia la natura del risultato prodotto senza apparire in alcun listino.
Infine, la base hardware continua a contraddire la deflazione. La H200 costa circa $3.99 l’ora su richiesta e $1.99 a pronti presso un fornitore di riferimento, con minimo di mercato a $1.34 e massimi fino a $13.78 secondo l’operatore. La B200 è tra $7 e $10 per GPU-ora nella maggior parte dei cloud e a $16.11 nell’offerta pubblica su richiesta di Google Cloud. Soprattutto, la mediana su richiesta è salita di circa il 34% in un anno, da $5.75 a $7.67 per GPU-ora. Il token testuale scende per alcuni modelli; l’ora di calcolo che lo produce sale.
Tabella comparativa dei prezzi
| Modello | Input ($/M token) | Output ($/M token) | Nota |
|---|---|---|---|
| GPT-5.6 Sol (OpenAI) | 5.00 | 30.00 | modalità Ultrafast (Cerebras, circa 750 token/s) in anteprima dal 13 agosto, prezzo non pubblicato |
| GPT-5.6 Terra (OpenAI) | 2.00 | 12.00 | −20% il 30 luglio |
| GPT-5.6 Luna (OpenAI) | 0.20 | 1.20 | −80% il 30 luglio |
| Claude Opus 5 (Anthropic) | 5.00 | 25.00 | filigranatura dell’output dall’11 agosto, nessun effetto tariffario annunciato |
| Claude Sonnet 5 (Anthropic) | 2.00 | 10.00 | tariffa introduttiva confermata definitiva; scadenza del 31 agosto rimossa |
| Claude Haiku 4.5 (Anthropic) | 1.00 | 5.00 | |
| Gemini 3.7 Flash (Google) | 0.75 | 3.75 | lanciato il 13 agosto · tariffa introduttiva fino al 31 dicembre 2026 → 1.50 / 7.50 dal 1° gennaio 2027 |
| Grok 4.6 (xAI) | 2.00 | 6.00 | lanciato il 12 agosto · contesto 500K · 4.00 / 12.00 oltre 200K token, sull’intera richiesta; variante Fast al doppio |
| Mistral Large | 2.00 | 6.00 | |
| DeepSeek V4-Pro | 0.66 fuori punta · 1.32 in punta | 1.98 fuori punta · 3.96 in punta | listino orario dal 16 agosto alle 16:00 UTC · punta 01-04 e 06-10 UTC |
| DeepSeek V4-Flash | 0.22 fuori punta · 0.44 in punta | 0.66 fuori punta · 1.32 in punta | stesso criterio · prima 0.14 / 0.28 fissi |
Prezzi verificati il 18 agosto 2026; fonti: listini ufficiali e rilevazioni datate delle ultime due settimane. Le tariffe DeepSeek dipendono dall’ora UTC della richiesta; Gemini 3.7 Flash e le modalità Ultrafast possono cambiare a una data già annunciata o non ancora pubblicata.
Cosa significa per un’organizzazione svizzera
Tre letture, nell’ordine in cui impegnano una decisione.
Primo, un budget fondato su un prezzo pubblicato è fondato su una variabile. La settimana mostra tre meccanismi con cui il prezzo osservato oggi smette di essere quello pagato: l’ora della richiesta da DeepSeek, il calendario da Google e la semplice assenza di prezzo da OpenAI per una capacità già dimostrata. Non sono aumenti mascherati: sono tutti pubblici. Ma un confronto istantaneo dei listini non li coglie. La conseguenza pratica è immediata: nella valutazione di ogni fornitore, a «quanto?» va aggiunto «fino a quando e in quali ore?». Per un’organizzazione svizzera, il controllo più redditizio della settimana è una conversione oraria: la fascia cara di DeepSeek coincide con la mattina.
Secondo, la portabilità è diventata un attivo fatturabile. Usare una piattaforma per non dipendere da un solo fornitore è un ragionamento valido, con un prezzo: il 5.5% della spesa d’inferenza, quindici volte la percentuale che lo stesso acquirente trattiene sui pagamenti. Il pedaggio non è illegittimo: remunera un servizio reale e costa meno che riscrivere un’integrazione. Ma è appena stato valutato 7 miliardi da un operatore dei pagamenti, un’indicazione chiara della direzione attesa del margine. Per una fiduciaria, uno studio legale o un gestore patrimoniale seguono due domande: chi detiene concretamente la vostra capacità di cambiare modello e da quali mani passano le richieste prima di raggiungere il fornitore. La seconda non riguarda il costo.
Infine, l’unica quantità rimasta stabile è quella che misurate presso di voi. Il prezzo per milione di token dipende da ora, data e intermediario; il flusso viene annunciato senza tariffa; la conformità impone marcature assenti dalle fatture. Resta misurabile ciò che accade nel vostro sistema: quale attività, quale modello, quale ora, quale intermediario e quale costo effettivamente osservato. Chi lo misura può spostare un carico quando cambia il listino e accorgersi del cambiamento. Chi legge solo pagine tariffarie confronta numeri la cui durata di validità non è più garantita.
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